Laurearsi online al tempo del Coronavirus: la storia di Elisa Doni

Lo scorso mercoledì 11 marzo è stata proclamata da una commissione collegata a distanza Dottoressa in Scienze Infermieristiche con una tesi dal titolo “Accesso intraosseo versus accesso venoso periferico nell'emergenza territoriale”.  Adesso, in questo momento di emergenza nazionale, si appresta a svolgere la professione sanitaria per la quale ha studiato. Elisa Doni ci racconta in questa breve intervista la sua esperienza di laureata online.
Se al momento dell’iscrizione all’Università le avessero detto che si sarebbe laureata online?

Non ci avrei mai creduto. Non avrei mai immaginato di laurearmi in questo modo. Quando abbiamo ricevuto la notizia ufficiale, ho provato inizialmente un po’ di delusione: avevo idealizzato a lungo questo giorno tanto sofferto e atteso, ma capisco la situazione.  Abbiamo avuto così poco preavviso che mi sono data subito da fare per ultimare la presentazione. E’ stato comunque un giorno importante e memorabile, che ho condiviso con le persone più importanti. 
Chi ha condiviso con lei questo momento così importante ma anche particolare?

A casa con me c'erano a sostenermi i miei genitori, la mia migliore amica e il mio ragazzo; altri miei familiari hanno potuto vedermi da casa loro partecipando come ospiti alla videoconferenza. Virtualmente ho condiviso questo momento con tutti i miei amici e colleghi laureandi che come me si sono impegnati fino all'ultimo per raggiungere questo importante traguardo.
Oggi la laurea in Scienze Infermieristiche assume sicuramente un valore simbolico. Quali sono le sue aspettative per il futuro?

Il valore che ha per me questa laurea è quello che ha sempre avuto, dal giorno in cui ho capito che avrei voluto diventare una brava infermiera ed esserci, con tutta l'umanità e professionalità possibile, per le persone che hanno bisogno. Per me è la professione più gratificante del mondo e spero di potermi mettere presto all'opera. Tuttavia penso che come neolaureata entrare nel mondo del lavoro in una situazione del genere non sarà l'ideale e ammetto che la preoccupazione non manca.
Cosa direbbe a quelli che ormai sono suoi colleghi, impegnati più che mai nell’affrontare questa emergenza?

Ai miei colleghi direi di non mollare e continuare a fare il proprio lavoro con tutte le attenzioni del caso. In questo periodo sarà particolarmente faticoso, ma penso che il dover far fronte a tante sfide e imprevisti faccia parte del lavoro degli infermieri ogni giorno, al di là dell’emergenza Coronavirus. La speranza è che, anche quando questa emergenza si sarà risolta, continuerà ad essere riconosciuta l'importanza della nostra professione.

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