Laurea honoris causa in Informatica allo scienziato degli insect-robot

L’Università di Milano-Bicocca conferirà la laurea honoris causa in Informatica a Ryohei Kanzaki, direttore del Research Center for Adavanced Science and Technology (RCAST) dell’Università di Tokyo (una delle maggiori istituzioni scientifiche giapponesi) e neuro-scienziato, noto a livello internazionale per le sue ricerche di frontiera su nuovi modelli di Intelligenza Artificiale. Appuntamento giovedì 14 febbraio alle ore 11 in Aula Magna. Ne parliamo con Stefania Bandini, professore ordinario di Informatica di Milano-Bicocca.
Professoressa, perché l'Università di Milano-Bicocca ha deciso di assegnare la laurea honoris causa al professor Ryohei Kanzaki?
Innanzitutto, per la prestigiosa carriera accademico-scientifica, che lo qualifica come una delle figure di spicco nel panorama della ricerca a livello internazionale. Kanzaki ha ricevuto molti riconoscimenti da importanti istituzioni accademiche e scientifiche giapponesi e americane. Inoltre vogliamo premiare la sua dedizione agli aspetti della trasmissione della conoscenza e alle ricadute etico-sociali nell’educazione scientifico-tecnologica mediante approcci didattici innovativi e dal forte impatto comunicativo. Nel 2016 è stato insignito del titolo di migliore docente dal dipartimento di Ingegneria dell’Università di Tokyo.
In che campo esercita la sua ricerca?
Gli ambiti specifici riguardano lo studio della neurofisiologia degli insetti e, in particolare, i meccanismi di controllo neurale del loro sistema senso-motorio. È una ricerca rivolta al trasferimento verso il mondo dell'automazione mediante l’applicazione nell’ambito della robotica e, di recente, ai veicoli a guida autonoma, di modelli di meccanismi decisionali provenienti dallo studio degli insetti. Tali ricadute sono dovute soprattutto ai sistemi robotici sviluppati nei laboratori del professor Kanzaki per la sperimentazione di effetti sul sistema olfattivo di una classe di insetti al variare di capacità percettive ottenute mediante modificazioni genetiche. Una ricerca che utilizza un approccio intrinsecamente interdisciplinare che coinvolge informatica, ingegneria robotica e biologia.
Quali sono i possibili effetti di questa ricerca sulla realtà quotidiana?
Tali studi hanno come scopo la creazione di sistemi sintetici olfattivi a bordo di “bio-robot hybrid system” o “insect-robot” in grado di percepire sostanze pericolose per la sicurezza (gas, esplosivi, veleni) e utili per individuare vittime di disastri o nascondigli di droghe. Inoltre, in un periodo in cui le ricadute tecnologiche dell’Intelligenza Artificiale hanno prodotto nuovi scenari applicativi che stanno impattando nella nostra quotidianità, le nuove sfide in questo settore vanno verso la ricerca su quelle forme di intelligenza che la natura ci mostra continuamente (l’intelligenza reattiva degli insetti non è che un esempio). Il contributo delle ricerche del professor Kanzaki mostra una direzione d’indagine verso cui dovranno convergere conoscenze provenienti da diverse discipline per poter avere successo e possibilità applicative sostenibili. Questa è la vera sfida nel processo di crescita e trasmissione della conoscenza.

Venerdì 15 febbraio, inoltre, il professor Ryohei Kanzaki terrà un seminario dal titolo “Brain mechanisms for the generation of adaptive behaviour: from genes, neural networks, and behaviour to robots”. Un evento organizzato congiuntamente dal Dottorato in Neuroscienze e dal Dipartimento di Medicina e Chirurgia. Appuntamento nell'Aula 5 dell'Edificio U8, ore 14. La partecipazione è libera.
 

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