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La salute vien giocando

I giochi in scatola come integrazione alla medicina riabilitativa. Questa l’idea di Federico Marra, che dopo la laurea in Psicologia in Bicocca ha svolto un tirocinio presso il Servizio di Psicologia dell'Irccs Pavia Boezio della Maugeri. Qui, all’interno dell’Unità specialistica di Riabilitazione neuromotoria, ha affiancato gli specialisti nel suo lavoro su pazienti con patologie neurologiche acquisite (per esempio in seguito a un ictus) o degenerative. Amante dei giochi in scatola e di ruolo, membro di Aerel (associazione ludico-culturale), Federico ha pensato di mettere al servizio dei malati la sua passione, condivisa con il primario di Neuroriabilitazione del Boezio, Alberto Zaliani.
 
Giochi in scatola: da attività ludica a strumento di cura per la medicina riabilitativa. Ci racconti com' è nata l'idea?

Da quattro anni frequento l’associazione ludica pavese Aerel, che riunisce appassionati di giochi da tavolo e di ruolo. Qui ho avuto modo di imparare le regole di molti giochi e riflettere su quali funzioni cognitive entrino in gioco in ognuno di essi. In seguito, durante il mio tirocinio post-lauream, svolto presso gli Istituti Clinici e Scientifici Maugeri di Pavia, ho conosciuto il primario del reparto di Riabilitazione Neuromotoria, il Dott. Alberto Zaliani, anche lui un “fan” dei giochi da tavolo. Mentre condividevamo informazioni sui vari giochi in scatola fra i corridoi del reparto, mi è venuta l’idea di cominciare ad utilizzarli con i pazienti. In questo modo, grazie al suo supporto e a quello dell’associazione Aerel, il progetto ha avuto inizio. Pazienti, medici ed infermieri sono tutti stati coinvolti nella prima sessione ludica, "La salute vien giocando".
 
Quanto gli insegnamenti appresi nel tuo percorso formativo in Bicocca hanno influito sul progetto "La salute vien giocando", svolto durante il tirocinio all'IRCCS di Pavia?

Il mio percorso formativo in Bicocca mi ha fornito solide basi in neuropsicologia per poter affrontare il tirocinio post-lauream. Se non avessi avuto conoscenze specifiche sull’argomento, molto probabilmente non avrei potuto individuare le componenti cognitive che entrano in gioco (in questo caso in maniera letterale), nel momento in cui si disputa una partita ad un determinato “board game”.
 
In che modo l'esperienza ludica stimola i pazienti in fase di riabilitazione?

L’esperienza ludica offre un setting di lavoro meno stressante per il paziente, che non si rende nemmeno conto di stare attivando proprio quelle funzioni cognitive che si sta cercando di riabilitare. Ovviamente il gioco da tavolo deve essere un’integrazione al lavoro riabilitativo canonico e non un’alternativa. E’ importante selezionare i giochi in base ai processi cognitivi che si intende riabilitare nel paziente (attenzione, memoria, funzioni esecutive), prediligendo giochi con poche regole e di breve durata. In questo modo, inoltre, i pazienti hanno modo di socializzare e di entrare in reciprocità con gli altri degenti del reparto.
 
Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Ho appena cominciato il mio percorso di specializzazione in psicoterapia cognitivo-comportamentale ad indirizzo neuropsicologico presso l’Istituto Santa Chiara di Merine (LE). Contestualmente vorrei non accantonare questo progetto e portarlo avanti, magari organizzando una ricerca che analizzi l’impatto dei giochi da tavolo all’interno del percorso riabilitativo.


Credits: Irccs Pavia Boezio della Maugeri, Stefania Malapelle

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