La Nonna Papera di Bake Off Italia è una dottoressa Bicocca

Nonna Papera sta arrivando. Sì, stiamo parlando di Sara Gandini, la concorrente di “Bake Off Italia”, il “talent show più dolce della tv” in onda su Real Time, che dopo mesi alle prese con i fornelli sotto gli sguardi severi e attenti dei giudici Ernst Knam, Clelia d'Onofrio e Damiano Carrara, sta pensando di mettere la propria arte culinaria al servizio degli altri. “Mi piacerebbe andare a cucinare a casa delle persone, insegnare quello che so”, afferma. Se parliamo di lei sul blog è perché Sara si è laureata proprio tra le mura della Bicocca in Teoria e tecnologia della comunicazione.
Sara Gandini, cosa fai nella vita?
Sono una user experience designer: progetto app e siti web per Sisal. E gestisco un team composto da dieci persone.
E come sei finita a Bake Off Italia?
Mi hanno iscritto le amiche. Io neanche volevo, per paura di mettermi in gioco. La pasticceria è sempre stata la mia passione. Quando torno a casa dal lavoro, mi metto il grembiule. A volte mi capita di sfornare dolci fino alle 4 di notte.
Momento più divertente e momento più duro della trasmissione?
Tra i più belli, le cene con gli altri concorrenti: uno scambio di idee e tradizioni diverse. E quando è venuta a trovarmi nonna Teresina. Il più duro, l’ultima puntata, uscire. Ti stacchi da un mondo che non vorresti lasciare più.
Ma quando sei uscita, Knam si è commosso?
Qualcuno me l’ha fatto notare, ma lì per lì non mi è sembrato. Prima di proclamare chi veniva eliminato e pronunciare il mio nome, ha speso bellissime parole per me e Antonio (ndr Antonio Bonanno, l’altro concorrente che era rischio).
Da dove nasce l’hashtag “#iwannabenonnapapera”?
Da una storia di Topolino nella quale Nonna Papera faceva uova di Pasqua diverse per tutta la famiglia. Quando ho compilato il form ho detto scherzando che nella vita avrei voluto diventare Nonna Papera e me l’hanno richiesto in puntata, così ho deciso di farne un hashtag.
Il tuo cavallo di battaglia?
La meringata.
Se la Bicocca fosse un dolce, quale sarebbe?
La pavlova, una torta di origine neozelandese che è anche un mix di culture. Un respiro d’aria internazionale che ti fa sentire a casa.
L’università ha ispirato la tua arte culinaria?
In quel periodo avevo tempo solo per studiare. Ma ha rafforzato alcuni aspetti della mia personalità che sono fondamentali in cucina: la creatività e il lavoro in team. Dal punto di vista lavorativo, è stata decisiva. Mi sono laureata nel 2011 con il massimo dei voti con una tesi sui mobile payments, che sono diventati il motivo conduttore della mia carriera.
Quest’anno sei tornata in università in altra veste.
La mia stagista mi ha voluto come correlatrice per la sua tesi di laurea. E il caso ha voluto che la relatrice fosse la stessa che avevo scelto io: la professoressa Rossana Actis Grosso!
Cosa farai adesso?
Nel tempo libero coltivo la mia pagina Instagram e sto per aprire un blog, visto che ho superato i 10mila follower. Per aprire una mia attività mi do ancora del tempo, ma dal 7 dicembre terrò un laboratorio di pasticceria in una casa di riposo. Lo faccio per una delle mie follower più accese su Twitter, Nonna Carla Olimpia. Ha 97 anni! Infine, curerò una rubrica sul quotidiano di informazione online Varese Noi. Non mancheranno ricette natalizie. Grazie a "Bake Off Italia" ho capito che la gente ha bisogno di Nonna Papera.
 

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