Jova Beach Party, Jovanotti porta la musica in riva al mare

È uno degli eventi più attesi dell’estate 2019. Con un tour sulle spiagge italiane, Jovanotti torna sulla scena dopo i concerti nei palazzetti: 67 date e 560mila spettatori. Quindici, invece, saranno le tappe del Jova Beach Party, a metà strada tra un concerto e un djset: «È una visione che ho maturato lungo tutto l’arco di oltre 35 anni di musica e di performance live, partendo da una console arrivando fino all’ultimo tour» ha spiegato Jovanotti in conferenza stampa.
   
C’è chi, però, preferisce evitare la definizione di festa, come il professor Paolo Zenoni del dipartimento di Sociologia e ricerca sociale. «Senza ricorrere a immagini o definizioni accademiche – spiega Zenoni - una festa viene celebrata da una comunità omogenea, celebra qualcosa in cui tutti si riconoscono storicamente ed è gratuita. Il Jova Beach Party è un concerto in cui la band suona meno, sostituita dalla consolle. La presenza di ospiti rimanda a format tipo “contenitore televisivo domenicale” non ambientato in studio ma sulla spiaggia». 
       
Ma quello che promette il Jova Beach Party è uno spettacolo unico «una vera irruzione nella quotidianità e nel “già visto”, uno spettacolo che comincia quando si esce di casa e che va avanti fino a ballare in spiaggia al chiaro di luna». È proprio la salute della spiaggia e del mare, tuttavia, a destare qualche preoccupazione nel mondo ecologista: «Mi preoccupano le conseguenze che possano derivare a una spiaggia, o al mare sul quale si affaccia, dalla presenza di migliaia di persone che mangiano, bevono, ballano, danno sfogo alla loro energia – spiega il professor Zenoni -. L'area è di circa 54mila metri quadri (come tre campi di calcio) come si presenterà il mattino dopo? Non solo per i rifiuti, ma anche per aver dato spazio a montaggi e smontaggi di apparati tecnici portati fin sul bagnasciuga».  

Dal suo profilo Instagram, social media sul quale ha un larghissimo seguito, Jovanotti ci tiene a rassicurare: «Jova Beach Party nasce come evento compatibile con gli equilibri ecologici e non solo, si pone l’obiettivo di celebrare la natura e la presenza dell’uomo in equilibrio con l'ambiente, di informare sui nuovi stili di vita e di condividere questi valori con chi verrà a divertirsi con noi. È una festa vera, pensata e progettata per portare solo cose belle nei luoghi dove avverrà».  

Per questo Jova Beach Party non sarà solo divertimento e musica,  ma anche un esperimento ambientale che punta all’ecosostenibilità. «Ci impegneremo a lasciare la spiaggia meglio di come l’abbiamo trovata» ha dichiarato il cantante. E con questo buon proposito, il partner dell’iniziativa non poteva che essere il WWF. «Iniziative di come quella pensata da Jovanotti e da WWF assumono un doppio valore – spiega Stefano Malatesta, ricercatore del dipartimento di Scienze umane ed esperto di geografia umana- se mettono i luoghi al centro e se partono dalle problematiche concrete dei territori. Per essere molto diretti: comunicare il problema dei rifiuti sugli arenili, mentre si sta svolgendo un evento sulla spiaggia ha una forza simbolica e pragmatica molto più efficace. Infine, penso che chiunque si sia reso conto che il discorso ambientalista procede per "onde", per temi caldi, per istanze che sono in auge per una stagione. In questa stagione l'attenzione per il tema delle plastiche negli oceani e nel mare è in crescita, Pensare a nuove strategie di comunicazione per far sì che questa crescita produca risultati concreti nella politica è certamente una dimostrazione di "tempismo", anche perché, il Decennio che UNESCO dedicherà delle scienze del mare per sviluppo sostenibile inizierà nel 2021, dunque è alle porte».

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