Il futuro avvocato sul Cammino di Santiago

Le foto del Cammino innevato - ad inizio aprile! - intraviste sul gruppo Facebook dei viaggiatori non lo hanno scoraggiato. «Per me è come una sfida. Voglio arrivare a piedi fino alla meta. E ce la farò». Dalla Bicocca a Santiago de Compostela, Carlo Prozzo, studente 26enne al quarto anno di Giurisprudenza, beneventano, ha fatto una scommessa con se stesso: «Anche se non ho mai fatto una escursione in vita mia, riuscirò a completare il “percorso primitivo”». Ovvero uno dei dieci itinerari del celebre pellegrinaggio in terra di Spagna. La partenza è fissata per mercoledì 18 aprile, dopo l’arrivo il giorno prima in aereo a Oviedo. 

Carlo Prozzo, quanto è lungo il percorso?

Da Oviedo a Santiago sono 343 chilometri via terra, nel nord di Spagna. Conto di farli in due settimane, 20-30 chilometri al giorno, senza sosta. È chiamato “sentiero primitivo”, perché più impervio, con passaggi oltre i mille metri di altitudine. Come la penultima tappa, 33 chilometri da Melide a O Pedrouzo. Tornerò a inizio maggio.

Quale l’equipaggiamento?

Zaino con le cinghie comprato online. Tre maglie a mezze maniche, due felpe termiche, due pantaloni da trekking, un paio di scarpe. A Oviedo completerò l’attrezzatura col minimo indispensabile che non potevo portarmi in aereo - coltellino e accendino - una mappa e la carta del pellegrino dove sono segnati i diversi albergue lungo il tragitto, dove potrò riposarmi la notte. Mi porto anche il telefonino, ma solo per scattare foto e consultare l’app del Cammino. Non escludo un resoconto giornaliero su Facebook o Instagram.

Neanche una chiamata agli amici?

Risponderò a mia mamma che certamente mi cercherà ogni giorno per sapere se sono “vivo”.

Quando hai preso questa decisione?

Tornando in treno a Milano dopo essere sceso per Pasqua.

Perché ti metti in  marcia?

Non mi interessa tanto il lato spirituale, la vedo come una prova personale prima della laurea e prima di diventare avvocato. Non avendo alle spalle esperienze di campeggio ed escursioni ed essendomi organizzato all’ultimo, voglio scoprire fino a che punto sono in grado di spingermi.

Se riuscissi nell’impresa?

Rifarò il Cammino appena possibile, versione 1100 chilometri da Siviglia.

Nessuna escursione, ma avrai fatto un po’ di allenamento...

Qualche ora di cammino e corsa al Parco Nord nei fine settimana.

Parti in compagnia?

No, da solo. Mi piace l’idea di isolarmi dal mondo.

Nessun timore ad affrontare il Cammino senza compagni di viaggio?

Nessuno. So che i percorsi sono bene indicati. Comunque conoscerò gente durante le soste o nelle feste popolari lungo il percorso. Mi confronterò con culture diverse. 

Ma parli spagnolo?

Neanche una parola.

Come ti farai capire?

Magari cantando.

Canti?

Ho studiato a una scuola di musica qui a Milano. Amo il jazz e i classici degli anni ’60 e ’70. Otis Redding e Beatles su tutti. Tra i contemporanei, Paolo Nutini.

Cosa ti affascina di più del Cammino?

Lo spirito di avventura, scoprire qualcosa che non conosco. Qualcosa da raccontare poi ad amici e parenti. E a me stesso.

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