Antonella tra i compagni di squadra in una puntata di reazione a catena

I quiz in TV e l'enigmistica a scuola. Antonella, perchè no?

L’estate è la stagione dei cruciverba sotto l’ombrellone. Chi di voi non ha mai portato in spiaggia il famoso settimanale dagli innumerevoli tentativi di imitazione? L’Italia è il paese che più di ogni altro ha dato impulso alla cultura enigmistica. Ci piace risolvere indovinelli, sciarade, rebus, incastri, lucchetti, intarsi e chi più ne ha più ne metta. Ciò che nato come un semplice passatempo si è poi anche rivelato un ottimo strumento per migliorare le capacità cognitive di anziani e bambini. Oggi numerose ricerche scientifiche sembrerebbero confermare l’utilità della pratica enigmistica, stimolo per ragionamento logico, attenzione, memoria e concentrazione.

L’enigmistica spopola anche sul piccolo schermo. Ogni sera le principali emittenti televisive si sfidano a colpi di quiz e ormai ci affezioniamo ai concorrenti più bravi come fossero persone di famiglia. A volte può capitare però di riconoscere tra i campioni in carica un volto realmente conosciuto prima. È successo a metà agosto, quando a “Reazione a Catena” (popolare gioco preserale di Rai Uno) sono comparsi “I Perché No”. La squadra di amici è composta da Andrea, Riccardo e… Antonella, studentessa di Scienze della Formazione Primaria in Bicocca. L’abbiamo contattata per una chiacchierata sulla sua esperienza.

Le tue capacità in campo enigmistico sono state utili nel percorso formativo fino ad ora?

Credo di sì, non ci avevo mai pensato ma in effetti mi è stato utile sia nel superare esami universitari che nel corso dei miei anni da liceale. Provengo infatti da studi di tipo scientifico dove il pensiero logico è molto stimolato. Probabilmente l’enigmistica è anche un ottimo allenamento per la capacità di fare collegamenti fra nozioni conosciute, aiutando così a non procedere con uno studio nozionistico o a memoria ma elaborando le informazioni per sviluppare un pensiero personale che è sempre una buona risorsa nell’iter universitario.

I selezionatori del personale oggi sono molto attenti all’elasticità mentale e alle soft skills dei candidati. Essere campione di un quiz televisivo, secondo te, può “fare curriculum”?

Penso che sia un fattore considerato in maniera positiva, innanzitutto perché potrebbe essere ritenuto esempio di problem solving e decision making in momenti di forte pressione, e di pensiero divergente, il cosiddetto “think outside the box”. Inoltre anche da un punto di vista comunicativo può essere considerato una risorsa, specialmente in quegli ambiti in cui è richiesta una relazione diretta con il pubblico o la clientela. Indipendentemente dal giudizio di terzi questa esperienza mi ha fornito maggiore consapevolezza nei miei mezzi e nelle mie capacità, lasciandomi in dote la capacità di rimanere lucida in qualsiasi tipo di circostanza.

Probabilmente in futuro lavorerai con bambini in età prescolare. Proporrai loro delle attività ludiche/enigmistiche? Ne avete parlato a lezione?

Ho la fortuna di lavorare già all’interno della scuola: infatti ho iniziato gestendo il prolungamento in una scuola dell’infanzia dove ho anche svolto supplenze come insegnante. Quest’anno invece ho lavorato come insegnante di sostegno in una scuola primaria su due bambini. Le attività di tipo ludico, come più volte ribadito a lezione, sono uno strumento importante perché, sia all’infanzia che in primaria, permettono ai bambini di conoscere qualcosa attraverso l’esperienza concreta e diretta, il tutto accompagnato da una buona dose di divertimento che contribuisce al benessere del bambino a scuola. Anche le attività di tipo enigmistico sono un ottimo strumento e a scuola lo usiamo regolarmente. Un esempio su tutti è il cruciverba: consente l’ampliamento lessicale, in un’attività che i bambini trovano gratificante, permette l’autocorrezione in quanto contiene in sé la risoluzione dell’errore (es. se rispondo ad una definizione in maniera sbagliata la parola potrebbe non incastrarsi nelle caselle a disposizione), infine è uno stimolo per il pensiero dei bambini che, in particolare in questo periodo in cui le loro capacità tendono ad essere ingabbiate da un utilizzo scorretto della tecnologia, ne hanno molto bisogno.

Cosa pensi della tua esperienza in Bicocca?

Sono contenta della mia esperienza in Bicocca, in particolare sono molto felice del percorso universitario intrapreso perché sento di aver trovato la mia strada. Il ruolo dell’insegnate mi appassiona molto e mi gratifica sia a livello lavorativo che universitario, spronandomi a continuare e a migliorarmi sempre di più. Credo fortemente nell’importanza dell’Insegnante come figura nella società e ritengo quindi fondamentale la formazione dei futuri insegnanti, cosa che l’università Bicocca compie in maniera attenta ed approfondita.

Ti facciamo noi un paio quiz, ti va di provare? I giochi li conosci bene!

È un “cosa”: Quando fuori piove; Tra il 6 e il 7; Cercando il passaggio segreto; Per bullarsene con le matricole.

Risposta di Antonella: il ponte che collega gli edifici U6 e U7, quello col passaggio segreto che tra l’altro io non ho mai trovato (ride, ndr).

Reazione a catena, completa:

Grandi
M
Harrods
A
Dodi
B
Bicocca
U
Laurea
 

Risposta di Antonella: Grandi Magazzini e Harrods, i famosi magazzini di Londra. Tra Harrods e Dodi non mi viene in mente nulla. Con Dodi penso solo a Battaglia, il chitarrista dei Pooh, che si collega infatti alla Battaglia della Bicocca. Tra Bicocca e Laurea sicuramente Univeristà. Mi piace che la catena si concluda con la parola Laurea, un traguardo importante che spero di raggiungere presto anche io!

 

PS: la A sta per Al Fayed. Mohamed, imprenditore famoso in tutto il mondo per la gestione dei grandi magazzini Harrods a Londra; Dodi, suo figlio, tragicamente scomparso con Lady Diana.

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