Ciliegi in fiore sulla collina a Milano-Bicocca

Hanami non solo in Giappone: ciliegi in fiore a Milano

“Potremmo correre sulla collina e fra i ciliegi veder la mattina” 
Lucio Battisti

La primavera è la stagione in cui la natura si risveglia e, in genere, ha luogo anche una rinascita personale. Finito l’inverno è giunto il momento di uscire dalle coperte e godersi le belle giornate di sole, in compagnia degli amici, di un bel libro o dei propri pensieri, circondati dal profumo, i colori e l’atmosfera unica degli alberi in fiore.

Sicuramente una delle fioriture più suggestive è quella dei ciliegi, tanto da essere ritenuta un vero e proprio evento in Giappone. Hanami nella cultura giapponese significa “ammirare i fiori” ed è considerata una tradizione in cui è possibile osservare uno dei momenti più belli offerti dalla natura. Se però non si ha la fortuna di avere un viaggio in programma verso il Sol Levante, è possibile contemplare questi alberi in fiore anche a Milano, in Bicocca. Il parco in Viale Sarca, non a caso chiamato Collina dei ciliegi, in questo periodo si trasforma in un luogo magico, in cui è possibile sfruttare un momento di pausa nel campus per passeggiare in tranquillità ammirando i fiori che sbocciano e i nuovi colori primaverili. Se non sapete dov'è questa collina guardate la mappa in fondo alla pagina.

Riferimenti alla collina sono presenti anche nel libro “Raccontare un quartiere” realizzato per il ventennale dell’Ateneo, acquistabile online o nelle librerie del campus.
Gianni Biondillo racconta le impressioni che ha avuto facendo una passeggiata in Bicocca: «già che ci sono salgo sulla collina dei ciliegi, che ho sempre amato per il suo nome pop, dal sapore battistiano. È, come il Monte Stella insegna, in realtà l’accumulo delle macerie delle fabbriche demolite. Portarle via costava di più che trasformare il tutto in un poggio, con tanto di belvedere. Me la ricordo quando era solo un ammasso fangoso. Ora, fra le fronde degli alberi, riesco a vedere i nuovi grattacieli che stanno ridefinendo lo skyline della metropoli.»
Anche Elisabetta Bucciarelli ha incluso la collina nel suo giro in Bicocca, la troviamo fotografata da Paolo Poce nell'immagine di copertina.
Quello che ci chiediamo a questo punto è: alla luce dei cambiamenti climatici e dell’inquinamento in costante aumento, quanto ancora potremmo godere dello spettacolo dei ciliegi in fiore?
Massimo Labra (botanica generale, Dipartimento di Biotecnologie e bioscienze) ci ha fornito maggiori informazioni riguardo a questo tipo di pianta. Abbiamo scoperto che «i fiori iniziano ad accrescersi da alcune gemme presenti sui rami e protette durante la fase invernale. Man mano che si accrescono compaiono petali, sepali, stami e carpelli (le parti sessuali del fiore). Quando l'ovario riceve il polline e la cellula uovo viene fecondata si forma uno zigote e successivamente un embrione che diventerà seme. L'ovario a questo punto si trasforma in frutto e viene diffuso nell'ambiente ad opera di animali. Dal seme si potrà quindi originare un nuovo ciliegio che quando sarà cresciuto inizierà a fiorire... e riparte il ciclo.»
L’inquinamento e i cambiamenti climatici «influenzano tutte le fioriture. Le piante non riescono ad abituarsi così velocemente alle modificazioni del clima e rischiano quindi di fiorire prima del tempo e poi magari morire a causa di gelate improvvise.»
Ma come mai in Giappone la fioritura è così sentita?
È Luigi Urru (istituzioni di cultura giapponese, Dipartimento di Scienze umane per la formazione) a rispondere: «È persino sorprendente per un visitatore forestiero osservare, in Giappone, quanto la fioritura dei ciliegi sia attesa, desiderata e poi vissuta in modi fondamentalmente ignoti in Europa. Si tratta di un avvenimento che percorre tutto l’arcipelago, giorno dopo giorno da fine febbraio circa dal sud del Kyushu al nord dello Hokkaido, e che nei secoli ha assunto forme peculiari e complesse. È un eloquente caso in cui il fenomeno naturale è stato oggetto di un modellamento culturale che coinvolge estetica, filosofia e religione. La fioritura è emblema di bellezza ma la sua brevità mostra quanto le cose di questo mondo, anche le più apprezzabili, siano effimere – dunque essa può funzionare da stimolo per meditazioni sulla comune umana sorte. Se si va sotto i ciliegi è poi facile restare inebriati dai loro fiori, fermarsi per un po’, sedersi, possibilmente in buona compagnia di amici o di colleghi: insomma, imbandire veri e propri picnic della fioritura. È il così detto hanami, un momento di convivialità che crea comunanza, sancisce appartenenze a famiglie, gruppi, ambienti di lavoro e, in ultima analisi, alla nazione stessa giapponese tutta quanto inondata di fiori.»
Negli ultimi anni c’è stato un aumento di interesse verso l’Hanami in Europa?
«I ciliegi sono stati a partire dalla metà dell’Ottocento oggetto di regalo e di scambio a fini diplomatici tra il Giappone e altre nazioni. Alla loro diffusione, in anni relativamente recenti ha poi contribuito l’interesse botanico e giardiniero per specie, accuratamente selezionate là nel corso di secoli, che producano fiori su fiori di colori, forme e durata varie. La passione in Italia come in Europa per le cose giapponesi in senso lato ha portato anche da noi a qualche celebrazione della fioritura, compresi i momenti di convivialità.»


 

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