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ERC da tre milioni per scoprire la grammatica del pensiero

Il linguaggio dei bambini, uno specchio dei nostri pensieri. Da questa idea parte l’ambizioso progetto di un team di ricercatori italo-tedesco che coinvolgerà migliaia di bambini di 50 lingue diverse, provenienti da tutto il mondo.    
Il gruppo formato da studiosi del centro linguistico Leibniz di Berlino (Artemis Alexiadou e Uli Sauerland) e da Maria Teresa Guasti, del dipartimento di Psicologia di Milano-Bicocca si è aggiudicato uno dei 37 Synergy Grant recentemente assegnati dal Consiglio europeo della ricerca (ERC). Oltre 10 milioni di euro per il progetto “La realizzazione del sogno di Leibniz: il linguaggio dei bambini come specchio della mente”, 3 dei quali vanno al team italiano del nostro Ateneo.
A partire dal 2020, per la durata di sei anni, i ricercatori studieranno in che modo i bambini usano il linguaggio in 50 lingue diverse parlate in varie parti del nostro pianeta, per capire la relazione con il pensiero.        

Il linguaggio organizza il pensiero o il pensiero organizza il linguaggio? Per più di 100 anni si è ipotizzato che il linguaggio desse forma ai nostri pensieri. I tre ricercatori intendono ritornare all’idea secondo cui il pensiero viene prima della realizzazione linguistica, come aveva ipotizzato proprio Leibniz. Il filosofo tedesco era convinto che il linguaggio fosse la chiave per capire la mente.
Preziosi, in questo senso, saranno gli errori che i bambini compiono quando parlano. Nei più piccoli infatti il pensiero non subisce quell’operazione di “compressione” che avviene nell’adulto, dovuta alla sua estrema complessità.

Un esempio: i bambini italiani tra i 3-5 anni talvolta dicono: “la macchina con senza ruote” anziché “la macchina senza ruote”. Crescendo, imparano che “con” è superfluo. I bambini tedeschi, olandesi e portoghesi compiono lo stesso errore. In inglese, invece, la struttura complessa “con senza” è corretta dal momento che la parola “without” è la combinazione di “with” e “out”. Secondo i ricercatori questa combinazione esprime la struttura del nostro pensiero, cioè la combinazione dei concetti "con" e del concetto negativo "senza".  In italiano, tedesco, olandese e portoghese, tuttavia, la struttura del pensiero viene compressa quando è espressa linguisticamente e la parola “con” è rimossa.

«Con questo progetto – spiega la professoressa Maria Teresa Guasti, docente di Linguistica del dipartimento di Psicologia di Milano-Bicocca - proveremo a capire, inoltre, se la grammatica del pensiero possa diventare la nuova lingua dell’intelligenza artificiale, superando il problema dell’ambiguità delle lingue naturali».
 

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