Dal progetto alla città vivente con i Tour gregottiani: ecco la metamorfosi della Bicocca

Dal progetto architettonico alla città vivente: una mostra, una conferenza e una serie di visite guidate per raccontare l’evoluzione della realtà urbana milanese e la rinascita del quartiere Bicocca. Martedì 30 gennaio si è svolta l’iniziativa “Metamorfosi Bicocca – Dall’esperienza industriale alle fabbriche della conoscenza” presso il PAC-Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano, in via Palestro. Sono intervenuti Cristina Messa, rettore dell’Università di Milano-Bicocca, Giampaolo Nuvolati, direttore del Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale dell’Ateneo milanese, e Antonio Calabrò, direttore di Fondazione Pirelli.
 
Una conferenza organizzata in occasione della mostra “Il territorio dell’architettura: Gregotti Associati 1953_2017”, che continua fino all’11 febbraio al PAC per raccontare passato, presente e futuro del Progetto Bicocca, uno degli ultimi grandi interventi urbani del Novecento nella città di Milano. L’incontro si affianca ai “Tour gregottiani”, una serie di visite guidate per riscoprire i luoghi maggiormente rappresentativi dell’impronta lasciata da Vittorio Gregotti sul tessuto urbano, un itinerario fra passato e presente organizzato da Fondazione Pirelli e Università di Milano-Bicocca in occasione della mostra milanese dedicata all’opera dell’architetto. I tour sono già in corso, al momento sono al completo ed è stata aperta una lista di attesa: le date previste erano quelle del 20, 27 gennaio e 10 febbraio con due turni per ciascuna data e circa 80 partecipanti al giorno.

«La scelta di organizzare delle visite guidate 'gregottiane', costruite in totale accordo con la Fondazione Pirelli e in sintonia con il PAC – spiega Franca Zuccoli, docente di Didattica e Pedagogia all’Università di Milano-Bicocca – nasce dalla volontà del nostro Ateneo di aprire le porte alla popolazione, intendendo non solo gli studenti o chi lavora qui, ma tutte le persone interessate a questi luoghi. Le missioni dell'Università sono, come sappiamo, la ricerca, la didattica e anche quella che noi definiamo come la terza missione, quell'aspetto che valorizza il collegamento diretto con il mondo sia in termini di progettualità, sia di condivisione culturale. Penso che in questi tour queste tre missioni in qualche modo siano state almeno un po' esplorate».
 
Come si svolgono concretamente i Tour gregottiani? «Siamo entrati nella torre di raffreddamento di Pirelli, trasformata secondo un nuovo pensiero culturale e progettuale – racconta ancora Franca Zuccoli – poi abbiamo visto i documenti originali dell'archivio Pirelli: fotografie, progetti di trasformazione del quartiere, scritti, video e molto altro ancora. Abbiamo sentito le testimonianze di ricercatori e cittadini che hanno indagato e vissuto in prima persona le trasformazioni sociali e antropologiche del quartiere, narrandoci le loro storie in Aula Magna. Abbiamo visto il Pietrarubbia Group di Arnaldo Pomodoro, collocato da pochi mesi nella piazza dell'Ateneo nuovo, poi siamo andati in biblioteca, abbiamo attraversato i passaggi-ponte che collega gli edifici universitari U6 e U7 per arrivare a guardare il nostro campus dall'alto dell'U12, giocando a ritrovare nello skyline alcuni particolari scoperti insieme».
 
Headquarters Pirelli e Campus dell’Università di Milano-Bicocca: sono queste le due tappe principali dei tour organizzati in concomitanza con la mostra organizzata dal PAC e dal Comune di Milano, dedicata alla figura e all’opera dell’architetto Vittorio Gregotti in occasione del suo novantesimo compleanno. Grazie ai tour guidati il pubblico può visitare gli Headquarters, reinterpretazione in chiave contemporanea di un manufatto industriale degli anni Cinquanta, e l’adiacente complesso architettonico dell’Università di Milano-Bicocca (edifici U6, U7 e U12), realizzato a partire dai vecchi edifici della Pirelli Pneumatici e Pirelli Prodotti diversificati. Luoghi altamente simbolici, capaci di riassumere in sé il significato di un progetto che già oltre 30 anni fa prefigurava la nascita di un nuovo concetto di urbanistica moderna a partire da strutture industriali in dismissione.
 
Iniziata nel 1985 a valle dell’accordo tra Pirelli, Comune di Milano e Regione Lombardia, l’operazione di recupero dell’area di circa un milione di metri quadri – conosciuta come Progetto Bicocca – è stata condotta dallo Studio Gregotti Associati secondo una logica di vera e propria riurbanizzazione del territorio, inseguendo l’idea di una “città nella città” che ridisegnasse la Milano delle fabbriche secondo nuovi criteri funzionali. Headquarters Pirelli: un grande cubo di vetro e cemento che ingloba una torre costruita nel 1950 e utilizzata per il raffreddamento dell’acqua destinata al funzionamento dei vulcanizzatori. Con i suoi 50 metri di lato e la parete vetrata che occupa tutta la facciata ovest, l’edificio “apre” idealmente questo luogo del lavoro dove l’antico – considerando anche la quattrocentesca Bicocca degli Arcimboldi – e il contemporaneo si incontrano.
 
Solo i pochi metri di viale Piero e Alberto Pirelli separano il centro direzionale aziendale dagli edifici U6, U7 e dalla Residenza delle Fontane (U12) dell’Università di Milano-Bicocca. I palazzi dal classico color rosso mattone vogliono non far dimenticare l’origine industriale dell’area, in una continuità rappresentata proprio dall’idea di università come attività di lavoro, oltre che di preparazione. Uniti da passerelle aeree e affacciati sulla grande piazza dell’Ateneo nuovo sono a loro volta l’avanguardia del Distretto Bicocca, che ha l’obiettivo di costruire un’innovativa rete culturale nell’area nord della Città metropolitana.
 

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