Certificati di laurea garantiti con un clic

Garantire l’autenticità del proprio titolo di laurea con un clic. E, dall’altra parte, poterne verificare la validità all’istante sul web, senza passare da richieste agli atenei e trafile burocratiche. L’Università di Milano-Bicocca ha introdotto un sistema informatico di blockchain, l’ultima frontiera in termini di sicurezza virtuale, per garantire agli studenti la validità e l’integrità di documenti e certificati ufficiali sul web. Ne parliamo con il prorettore alla Didattica, Paolo Cherubini.

Professor Cherubini, ci parli di questa novità.
Sviluppata insieme al Consorzio interuniversitario Cineca e in partnership con l’Università di Padova, la nuova tecnologia permette di emettere documenti digitali certificati, assicurando che non siano manipolabili o falsificabili. L’Università di Milano-Bicocca ha deciso di accettare l’invito della Comunità Europea a sviluppare certificazioni degli studi e delle competenze digitali portabili, robuste e machine-readable. Blockchain è l’ultima frontiera in fatto di sicurezza informatica e dalla prossima sessione di laurea i nostri studenti, insieme al loro open badge di laurea che già abbiamo inaugurato due anni fa, otterranno una certificazione digitale integrata.
Cosa intende?
All’interno dell’open badge che arriverà agli studenti dopo aver conseguito la laurea ci sarà un link che automaticamente consentirà di scaricare il Diploma Supplement Europeo e un altro link che consentirà di scaricare il certificato di laurea blockchain, che non è una copia, ma è il certificato di laurea vero e proprio, perché perfettamente valido, inviolabile e immodificabile: non può essere in alcun modo alterato e trasformato. Non sarà più possibile dichiarare lauree mai conseguite e non sarà più possibile, seguendo questa tecnologia, falsificare titoli e documenti di studio.
Una strategia anti-frode, quindi.
Noi non vogliamo vederla solo in questo modo negativo, vogliamo vederla anche in positivo: avere un certificato di laurea digitale, eterno, indistruttibile e immodificabile permetterà di ampliare la mobilità internazionale dei nostri studenti e dei nostri laureati, sia verso altri studi sia nel mondo del lavoro. Si potrà mandare la propria laurea dall’altra parte del mondo con un clic. E chi la riceve potrà autonomamente verificare che quel certificato sia valido, che non è stato manomesso e che effettivamente dichiara quello che l’ente certificatore inizialmente ha dichiarato.
Quali le prospettive?
In futuro ci potranno essere ulteriori sviluppi di questa tecnologia per supportare la mobilità internazionale dei nostri studenti tra diverse università. Il mio auspicio è che presto si possa arrivare a un vero e proprio libretto blockchain per l’accumulo dei crediti e delle attività didattiche in modo che, senza più una centralizzazione nel riconoscimento dei crediti, lo studente possa muoversi tra università europee o mondiali accreditate raccogliendo i suoi crediti in maniera sicura e garantita e riportandoli nella sua università per conseguire la laurea senza bisogno di altri passaggi amministrativi o burocratici per il riconoscimento dei crediti. Ovviamente questi sviluppi ci potranno essere solo se molte università adotteranno una tecnologia simile. Noi siamo i primi a Milano e, insieme all’Università di Padova, i primi ad appoggiarci alla nuova piattaforma Cineca Open Ledger, che è un nuovo sistema per supportare i certificati in blockchain sviluppati dal Consorzio interuniversitario Cineca per i servizi informatici. A mia conoscenza in Italia solo altri due atenei hanno adottato soluzioni simili e nel mondo si possono contare sulle dita delle mani. L’università più importante? L’MIT di Boston: già ora certifica le sue lauree in blockchain.
 

Condividi questo articolo su:

Ti è piaciuto l'articolo?

Iscriviti gratuitamente alla newsletter Bnews per rimanere aggiornato su tutte le ultime news dal Campus.

Iscriviti adesso!