C'è un pianoforte in biblioteca

C’è la studentessa che approfitta della pausa tra una lezione e l’altra per preparare in U6 l’esame di pianoforte che dovrà dare al Conservatorio. C’è il laureando fuori sede che finalmente può esercitarsi lontano da casa e non deve aspettare di tornare in famiglia per aprire uno spartito. E c’è la matricola che non si aspettava di poter suonare Mozart e Beethoven tra le mura di un’università. Succede in Bicocca ed è uno degli argomenti più dibattuti tra gli universitari: in biblioteca c’è un piano ed è a disposizione di tutti. Per essere esatti, un pianoforte digitale. Chi vuole cimentarsi deve seguire una sola raccomandazione: portare con sè le cuffie, per non disturbare chi è alle prese con i libri.

L’iniziativa è nata su impulso della “Commissione per la supervisione delle attività musicali” presieduta da Giovanni Chiodi, che ha trovato convinta adesione da parte della Biblioteca, che ha provveduto all’acquisto. A ispirarla la Biblioteca Pertini di Cinisello Balsamo. “Ero stata invita a suonare all’evento “Silence Please!”  – spiega Franca Morazzoni, professore ordinario di Chimica Generale e Inorganica, membro della Commissione per le attività musicali e promotrice del progetto – e l’idea che si potesse collocare un pianoforte in un luogo così frequentato come una biblioteca mi ha colpito. Così ho deciso di proporla alla biblioteca della nostra università”. Così ora, nella Sede Centrale della Biblioteca dell’Università di Milano-Bicocca (edificio U6, II piano) studenti, ricercatori e docenti possono mettersi alla tastiera durante l’orario di apertura al pubblico (dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 21:45 e il sabato dalle 9:00 alle 13:45). Importante ricordarsi di portare le cuffie.

I pianisti non mancano. “Già prima che partissimo con l’iniziativa – afferma Federica De Toffol, responsabile dei servizi al pubblico della Biblioteca centrale, anche lei componente della Commissione – avevamo raccolto l’interessamento degli utenti. Ora che il piano c’è, vediamo studenti mettersi a suonare anche per un’ora”. Tra smartphone e lettori audio, difficile che gli studenti-musicisti non abbiano con sé una cuffia. La biblioteca procura al bisogno l’adattatore per inserirla nella tastiera. Ora si guarda avanti. “Ci piacerebbe venire incontro a chi è alle prime armi o vuole avvicinarsi alla musica, mettendo a disposizione manuali ed eserciziari”, aggiunge Federica De Toffol.

E non è esclusa la programmazione di eventi aperti al pubblico. “Momenti musicali per chi vuole esibirsi. Ma è un’idea ancora in via di definizione”, spiega Franca Morazzoni. La risposta non mancherebbe: stando a un sondaggio promosso dalla “Commissione per la supervisione delle attività musicali” all’interno dell’ateneo, il 28 per cento dei partecipanti ha indicato di suonare il pianoforte come primo strumento.

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