Bbetween, tutti pazzi per la lingua dei segni

Tutti pazzi per la lingua dei segni. Tra i percorsi proposti da Bbetween, il progetto dell’Università di Milano-Bicocca finalizzato ad accrescere e valorizzare le competenze trasversali di studenti e cittadini, il corso di LIS, alla sua seconda edizione, ha registrato un boom di richieste di adesione: ben 297. A fronte di 20 posti disponibili. Tante persone interessate, per motivi professionali o personali, ad apprendere i primi rudimenti della Lingua dei Segni Italiana, la lingua che, a differenza di quanto succede nelle lingue parlate, utilizza il canale visivo gestuale invece di quello acustico vocale.

In tutto si tratta di diciotto incontri di due ore sotto la guida di un docente madrelingua LIS. C’è chi si è iscritto per approfondire la propria formazione professionale, come Gaia e Arianna, studentesse di Scienze dell’Educazione. «Conoscere le competenze di base della lingua dei segni aumenta il nostro bagaglio formativo utile all’insegnamento», affermano. C’è chi sta seguendo le lezioni per stringenti esigenze lavorative. «Sono volontaria del pronto soccorso – dice Irene, di Psicologia – e può capitare di dover soccorrere una persona non udente. Non sempre si ha a disposizione un interprete. Così può tornarmi utile imparare l’abc della lingua dei segni». Nelle prime lezioni gli allievi, interni ed esterni all’università, hanno appreso come indicare il proprio nome, chiedere «come stai?», dare le indicazioni temporali, indicare colori e numeri, comporre le prime frasi. «Se ci fosse un corso di livello successivo, ci iscriveremmo», assicurano. Nel frattempo non si esclude un bis del percorso base in ottobre.

Oltre al LIS, sono tanti i temi al centro dei percorsi Bbetween: tra gli altri, le lingue straniere, il video editing, la guida all’ascolto dell’opera lirica, gli strumenti musicali, la sostenibilità, l’immagine del Giappone nella nostra cultura. Per maggiori informazioni: www.unimib.it/bbetween.
 
 

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