Alternanza scuola-lavoro, ecco come funziona alla Bicocca

Un progetto nato con grandi aspirazioni - “unire sapere e saper fare, orientare le aspirazioni degli studenti e aprire didattica e apprendimento al mondo esterno” si legge sul sito Miur -  l’Alternanza Scuola Lavoro è ora sotto i riflettori per la polemica nata attorno al ruolo concreto di questa esperienza: da una parte, chi crede costituisca un momento formativo utile e importante, dall’altra chi invece lo reputa una velata forma di sfruttamento di lavoro giovanile.
 
Milano-Bicocca da anni propone progetti nella convinzione che questi siano momenti utili a formare, a crescere e preparare giovani studenti al mondo del lavoro. Per questo investe tempo e risorse a organizzarli, da quest’anno anche con la collaborazione di alcuni partner di DistrettoBicocca, la rete di enti pubblici e privati nata nel 2015 per la promozione del territorio.

Per cercare di capire meglio in cosa consiste realmente un progetto di alternanza scuola lavoro, abbiamo raccolto la testimonianza di chi questa esperienza l’ha vissuta in prima persona.
Si chiama Ivonne Lupia Rodriguez, ha 17 anni e ora è iscritta al quinto anno dell’ITS Artemisia Gentileschi di Milano, dove studia inglese, spagnolo e tedesco.
 
Ivonne, quando hai svolto in Università il progetto e dove?
Ho svolto il progetto di alternanza scuola-lavoro presso l’ufficio stage e tirocini dell'Università di Milano-Bicocca mentre frequentavo il terzo anno.
 
Parlaci del progetto di alternanza scuola-lavoro che hai fatto in Bicocca
I primi giorni ho affiancato una studentessa universitaria che stava svolgendo il suo periodo di tirocinio. Principalmente il mio compito era collaborare con lei a spedire le convenzioni con le aziende, rispondere ai dubbi degli studenti riguardanti i loro tirocini e aiutarla ad archiviare la documentazione online. Quando lei era assente, il mio compito era di effettuare delle ricerche in tema di stage nei siti degli Atenei europei, sfruttando le mie conoscenze linguistiche. Ho raccolto materiale da diverse Università della Spagna, dell’Inghilterra, dell’Irlanda, ho stampato e archiviato in apposite cartelle a PC tutto il materiale e i documenti utilizzati da questi Atenei con l’obiettivo di procurare all’ufficio stage documentazione utile a sviluppare questo tipo di attività in favore degli studenti della Bicocca.
 
Come valuti la tua esperienza?
Mi sono trovata veramente bene a livello di relazioni con le “colleghe”. Per me questa è stata la prima vera esperienza lavorativa e mi ritengo molto soddisfatta. Certo mi sono dovuta ambientare e soprattutto impegnarmi a fare qualcosa cui non ero abituata. Le differenze tra il mondo scolastico e quello lavorativo sono parecchie, e all’inizio non è stato facile conciliarle entrambe. Ho iniziato a lavorare infatti durante l’ultimo mese di scuola quando gli impegni non erano pochi! però devo dire che grazie a questo, ho scoperto di avere delle capacità organizzative migliori di quelle che credevo.
 
Qual è ora la tua prospettiva di studio o lavoro?
Penso di continuare gli studi, ma al momento non ho ancora scelto. Spero di venirne a capo presto. Per chiarirmi le idee mi sono iscritta all’ Open Day dell’Università di Milano-Bicocca!
 

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