Alle Maldive per studiare i coralli: il viaggio degli studenti di Scienze marine

Per quattro settimane studiano in un paradiso della biodiversità. Tutti i giorni hanno a che fare con un’incredibile varietà di organismi e con l’incantevole barriera corallina, minacciata da impatti umani multipli. Sono i ventidue studenti iscritti al secondo anno del corso di laurea magistrale in Marine Sciences che, proprio in questi giorni, si trovano alle Maldive. Si tratta del primo gruppo, da quando è nato il corso di laurea, a essere approdato sull’atollo di Faafu, isola di Magoodhoo, dove sorge il MaRHE center, il centro di ricerca marina dell’Università di Milano-Bicocca. Tra gli studenti partiti circa due settimane fa ci sono anche un ghanese, una canadese, una brasiliana e una greca, mentre gli altri provengono dalla Lombardia.     
Prima di scegliere la magistrale internazionale in Scienze marine, c’è chi ha studiato Scienze biologiche, chi Biotecnologie, altri Scienze del Turismo. Nei due anni, gli studenti hanno la possibilità di specializzarsi personalizzando il piano di studi e scegliendo tra tre diversi indirizzi: ambientale, bioecologico e geografia umana.  
La loro giornata sull’isola inizia quasi sempre con un’uscita di snorkeling all’alba, come ci racconta una delle studentesse di Scienze marine, Giorgia Maggioni: «A seconda del piano di studi scelto, possiamo svolgere diverse attività durante l’arco della giornata. Dopo lo snorkeling, iniziano le attività didattiche, fino all’ora di pranzo. Generalmente il pomeriggio, se non ci sono altre lezioni, è dedicato allo studio, che nella maggior parte dei casi riguarda progetti di gruppo. Spesso lo studio termina con una nuotata al tramonto attraverso l’incantevole, ma tristemente impattata barriera corallina».         
Le serate libere, invece, sono un’ottima occasione per entrare in contatto con le comunità locali: «Abbiamo partecipato ad una scatenata “bodu beru (letteralmente, grandi tamburi)  night” - continua Giorgia - organizzata dalla Magoodhoo Bodu Beru Band, con canti e balli tipici maldiviani».       
Dalle isole disabitate alle isole resort, c’è un corso, quello di Coastal and marine hazard and resilience, interamente dedicato alle escursioni. «Le visite nelle isole abitate sono state guidate dalle autorità locali – racconta Giorgia - e abbiamo avuto la possibilità di confrontarci con la realtà del posto. Uno degli aspetti più interessanti è stato sicuramente la testimonianza di un giovane sullo Tsunami che ha colpito le Maldive nel 2004».             
Nel minicampus delle Maldive, gli studenti, i ricercatori e i docenti di Bicocca collaborano con i colleghi Maldiviani per lo studio di nuove soluzioni per lo sviluppo sostenibile: «Uno dei vantaggi principali dell’essere “sul campo” – prosegue Giorgia - è avere la possibilità di vedere con i propri occhi l’entità dei danni causati dal cambiamento climatico, come lo sbiancamento dei coralli dovuto all’innalzamento della temperatura degli oceani, e da altri impatti antropici, come la costruzione di un grosso porto, che hanno causato un notevole impoverimento delle comunità marine, in particolar modo dei coralli. L’osservazione diretta ci ha permesso di sviluppare una maggiore sensibilità sull’argomento e al contempo si è dimostrata una forte fonte di motivazione per proseguire gli studi e cercare nuove soluzioni per un futuro più sostenibile».
«La nostra capacità di gestire i cambiamenti ed uno sviluppo economico sostenibile – spiega Daniela Basso, presidente del consiglio di coordinamento didattico del corso in Marine sciences e docente di Geobiologia- passa dalla formazione universitaria di specialisti in grado di affrontare i problemi con una visione multidisciplinare: dall’oceanografia al diritto internazionale, dalla biologia alla geomorfologia, dalla sociologia alla geografia umana, fino alla gestione dei conflitti. Durante il soggiorno maldiviano, gli studenti svolgono attività pratiche diverse che vanno dalla genetica molecolare alla mappatura dei diversi habitat riconoscibili sul fondo marino».    
«Vivere insieme sull’isola – aggiunge Mariagrazia Strepparava, docente di Communication skills and interpersonal relation management - crea un ambiente privilegiato che consente  loro  di  vivere e rielaborare direttamente i principi del teamworking, della comunicazione e delle dinamiche di gruppo, per creare dei professionisti ben formati anche in queste competenze relazionali».
 

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