Indagine sull’occupazione dei laureati, arriva la classificazione delle professioni

Rispondere in modo efficace alla crescente domanda di informazioni in merito ai destini professionali dei laureati. È l’obiettivo del Progetto di Orientamento sulle professioni dei laureati che la Commissione Orientamento di Ateneo ha messo a punto con la collaborazione del Laboratorio di Sociologia Applicata
Si tratta di una integrazione delle informazioni raccolte nell’ambito dell’Iniziativa STELLA, con altre notizie sui lavori effettivamente svolti dai laureati che consentano di classificare tali lavori entro lo schema internazionale ISCO, così da collocarli nella struttura complessiva del mercato del lavoro. 
Sarà anche possibile stabilire il livello di ciascuna occupazione entro il più ampio sistema di stratificazione delle professioni in Italia, basato sulla valutazione delle occupazioni. L’obiettivo finale è la predisposizione di singole schede per ciascun corso di laurea dell’Università di Milano-Bicocca, così da agevolare il lavoro di orientamento degli studenti al momento dell’iscrizione all’università.Ne abbiamo parlato con il professor Antonio de Lillo, responsabile del Laboratorio di Sociologia Applicata che sta effettuando le indagini telefoniche (Cati) sui laureati.
 Com’è nato il progetto?
Su richiesta della Commissione Orientamento di Ateneo abbiamo messo a punto per l’Università di Milano-Bicocca un questionario che è una integrazione di quello utilizzato per la raccolta dai dati dell’indagine STELLA sull’occupazione dei laureati. Per costruire il questionario siamo partiti da alcune domande molto semplici: quali lavori vanno a fare i laureati? A quale livello? Con quale coerenza con il titolo conseguito?
 Che tipo di informazioni state raccogliendo?
Siamo riusciti a classificare tutte le occupazione secondo il codice Isco (International standard classification of occupation), che permette di conoscere la collocazione dei laureati per settore, livello e tipo di occupazione. In tal modo è possibile comparare i dati STELLA con l’effettiva distribuzione delle occupazioni nel mercato del lavoro su tutta la popolazione dei laureati. Altra importante informazione raccolta riguarda la valutazione dell’occupazione in termini sociali. Cioè il lavoro svolto dal laureato, all’interno di una scala generale di valutazione delle occupazioni, a che livello si colloca? Incrociando le risposte coi codici delle professioni si possono collocare i nostri laureati all’interno del sistema di stratificazione occupazionale italiano.
 Che livello di dettaglio ha il questionario che state usando?
Abbiamo cercato di superare la genericità di risposte tipo “lavoro in banca” o “sono impiegato”. Quindi stiamo chiedendo di descriverci in modo specifico l’attività svolta, il dettaglio delle mansioni, l’estensione in termini di responsabilità, persone coordinate, ma anche se lavora in proprio.
 Qual è il risultato di questo lavoro?
Una scheda per ciascun corso di laurea, nella quale indichiamo come si collocano i laureati di Milano-Bicocca all’interno del sistema di stratificazione delle professioni italiano e come si collocano all’interno del sistema occupazionale europeo Isco che studia l’andamento delle occupazioni.Questo ci permette di indicare allo studente che vuole iscriversi, con estrema precisione, non solo quali sono e come sono articolati i lavori che potrà svolgere con la laurea che conseguirà al termine del corso di studio, ma anche il tipo di livello di ingresso. 
Dunque, informazioni sulla coerenza e sulle prospettive di carriera?
Sì, perché la domanda fondamentale che si pongono lo studente e la sua famiglia al momento della scelta è: a fronte dell’investimento in istruzione quali sono le prospettive di carriera che permette il percorso intrapreso? Riuscirò davvero a utilizzare le competenze che l’università mi ha dato? Però ci sono vantaggi anche per i coordinatori dei corsi di laurea, perché conoscendo in dettaglio le mansioni, i livelli e i tipi di occupazioni possono valutare se la preparazione fornita dal corso di laurea è coerente coi lavori che i neolaureati potrebbero fare col titolo di studio conseguito. È chiaro, però, che un ruolo importante lo giocano anche altri fattori a partire dal mercato del lavoro. Tuttavia questo strumento può aiutare ad aumentare la consapevolezza della scelta.
 Ci sono altre università o consorzi che hanno iniziato questo tipo di indagine?
Per ora Milano-Bicocca è l’unico ateneo in Italia, nessun altro ha una classificazione delle professioni così dettagliata. Del resto occorre un lavoro specifico di raccolta e elaborazione delle informazioni che noi siamo particolarmente attrezzati a fare visto che ormai abbiamo molti anni di esperienza e ricerca in questo campo. 
Luigi Di Pace

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