Meno cibo in pattumiera, arriva il progetto Ridere in casa per trasformare lo spreco in risorsa

Trasformare lo spreco in risorsa, educare a un consumo sostenibile e far conoscere l’importanza dell’acqua. Sono solo alcuni degli obiettivi di Ridere in Casa, progetto dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, Lagambiente Lombardia, Prothea srl e FEM2 Ambiente srl, nato per ridurre gli sprechi domestici e tutelare i consumatori.
Ogni italiano, infatti, spreca circa 600 euro all’anno per acquistare prodotti alimentari che scadranno prima della data di consumo. “Ridere in Casa”, acronimo del progetto “Riduzione degli sprechi domestici in casa”, nasce quindi da alcune valutazioni pratiche fatte sulla spesa dei consumatori: consuetudini sbagliate che si ripercuotono sull’economia e sull’ambiente. Altro grande problema è il consumo dell’acqua di fonte, si calcola che in media i cittadini consumino 250 litri di acqua a testa al giorno e il dato significativo è che gli italiani si fidano poco dell’acqua che sgorga dal proprio rubinetto.
Tra le idee sviluppate dai ricercatori dell’Università di Milano-Bicocca vi è l’attivazione di sistemi alternativi per il “recupero” degli alimenti, come il last minute food, una intuizione avuta nel 1998 da un gruppo di ricerca dell’Università di Bologna e già attiva in diversi paesi europei. Il last minute food, che nel 2007 ha permesso di non far finire in discarica 283 tonnellate di alimenti ancora idonei ad essere consumati, in Lombardia non è ancora stato adottato. I ricercatori intendono quindi effettuare delle indagini di mercato sull'intero territorio regionale per verificare la possibilità di attivare catene last minute food, anche in vista dell’Expo 2015. L'indagine sarà differenziata da zona a zona e sopratutto valuterà la tipologie di prodotti che potrebbero essere rivenduti in tale filiera.
Gli alimenti in scadenza, che diversamente finirebbero al macero, potrebbero quindi essere venduti, ad un costo decisamente più basso rispetto al prezzo di mercato, presso uno dei punti vendita della catena last minute food.     
Il Progetto Ridere in Casa      Cosa significa che un cibo scade? Quali sono gli obblighi di legge e quali invece le componenti biologiche che possono deteriorare un prodotto agroalimentare? I ricercatori affronteranno queste problematiche e svilupperanno linee guida per una idonea preservazione dei cibi che saranno veicolate ai consumatori grazie alle attività di educazione nelle scuole e nelle piazze organizzati da Legambiente, Prothea e dalla stessa università. Il materiale informativo sarà disponibile anche su internet in modo che i consumatori possano essere informati su come ridurre gli sprechi alimentari e alimentarsi meglio.
Il progetto affronterà inoltre il problemi dei cibi a breve scadenza e degli sprechi alimentari proponendo nuove soluzioni per la conservazione dei prodotti freschi e valutando l’attivazione di sistemi alternativi di distribuzione.. In pieno accordo con le tematiche EXPO 2015, il progetto vuole quindi nutrire meglio il pianeta spendendo meno denaro e tutelando l’ambiente.
Altro tema importante è quello legato alla qualità dell’acqua distribuita nella rete idrica cittadina. Il progetto, supportato dalla Direzione Generale Commercio Fiere e Mercati della Regione Lombardia, dall’Università di Milano-Bicocca e da Legambiente Lombardia, ha l’obiettivo di fornire ai consumatori i mezzi per conoscere meglio questa risorsa, la sua qualità e caratteristiche ed incentivarne il consumo. I mezzi utilizzati saranno kit fai.Da.te per analizzare la durezza, il contenuto di cloro, o le sostanze azotate disciolte nell’acqua realizzati da FEM2-Ambiente srl e usati in attività di educazione e informazione.
Obiettivi del Progetto Il progetto verrà sviluppato con maggiore incidenza in quelle aree della città dove i prodotti a breve scadenza, e i cibi confezionati, sono consumati in quantità maggiore. Pensiamo ai quartieri abitati dai single, manager e gruppi famigliari piccoli che, sempre più frequentemente, scelgono come pranzo frutta e verdura preconfezionata e cibi a breve scadenza. L'obiettivo è ridurre il consumo di tali rifiuti del 50 per cento,  educando i cittadini a una spesa intelligente e alla riduzione del’impatto ambientale.
Altro obiettivo del Progetto è l'incentivazione al consumo responsabile dell'acqua del rubinetto, puntando alla riduzione degli sprechi del 50 per cento e, soprattutto, alla diminuzione dell'inquinamento legato a detersivi e detergenti di origine civile.

Condividi questo articolo su:

Ti è piaciuto l'articolo?

Iscriviti gratuitamente alla newsletter Bnews per rimanere aggiornato su tutte le ultime news dal Campus.

Iscriviti adesso!